Finti operai rubavano ruspe nei cantieri: nove gli arresti

1' di lettura 01/12/2021 - I carabinieri hanno arrestato nove persone con le accuse, a vario titolo, di estorsione, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati e ricettazione di autovetture e mezzi d'opera ai danni di privati e di aziende attive nelle province di Milano, Pavia e Varese.

All'alba del 1 dicembre i militari della compagnia di Rho hanno eseguito le misure emesse dal gip di Milano, mettendo un punto all'indagine iniziata il 4 febbraio 2020 con il ritrovamento, a Lainate (Milano), di un'auto rubata su cui erano state montate targhe clonate. Attraverso le intercettazioni telefoniche e i video, gli investigatori sono riusciti a identificare i responsabili di 13 furti (2 autovetture, 4 autocarri e undici mezzi d'opera) e di 8 episodi di ricettazione, per un danno patrimoniale che ammonta a oltre 700 mila euro.

Le indagini hanno consentito anche di restituire 16 vetture ai legittimi proprietari, uno dei quali era stato vittima di un'estorsione con il metodo del cosiddetto "cavallo di ritorno". La banda, composta da 9 italiani di cui 8 di etnia rom, aveva una base operativa all'interno del campo nomadi di via Chiesa rossa e una base logistica nell'area industriale di Pieve Emanuele (Milano). I membri agivano fingendosi operai, travestendosi con pettorine catarifrangenti. In questo modo destavano meno sospetti alla guida dei mezzi di lavoro, che poi venivano affidati ai complici addetti alla ricettazione. Successivamente i veicoli venivano nascosti in rimorchi di autoarticolati e trasportati in diverse città dell'est Europa da autisti compiacenti.






Questo è un articolo pubblicato il 01-12-2021 alle 19:38 sul giornale del 02 dicembre 2021 - 105 letture

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